A cura di Ross Lovegrove
Designer: Ross Lovegrove
Azienda: Henraux
Questa scultura prosegue la mia visione creativa di estendere il ‘Futurismo’ nel XXI secolo.
Suggerisce una forma umana ibrida, in parte anatomica, in parte ‘oide’, in uno stato di lotta o fuga; convergente o divergente rispetto alle incognite della vita agentiva emergente che si dispiega senza il nostro consenso.
Trasmette una forma di energia in movimento che tocca la nostra intelligenza emotiva e istintiva, congelata nel marmo per le generazioni future come parte dell’archeologia del futuro.
Ross Lovegrove
Designer
Ross Lovegrove è in prima linea nel plasmare il mondo che ci circonda da quasi 5 decenni, vincendo numerosi premi e con opere presenti nelle collezioni permanenti della maggior parte dei musei più importanti del mondo, tra cui il MOMA di New York, il Guggenheim, il Centre Pompidou, …
Il suo lavoro fonde arte, design, materiali e tecnologia creando una nuova iconografia organica, biomorfica, un’estensione delle forze naturali.
La sua estetica è unica e sempre attuale, ha anticipato l’evoluzione del design dall’analogico al digitale e oggi ispirandosi all’intelligenza digitale avanzata.
Ha progettato interni avvolgenti per la cabina di prima classe della Japan Airlines, ha intrapreso progetti di ricerca per Apple Computers, tra cui The Apple Ammonite; ha creato la prima fotocamera digitale con ricarica a induzione per Olympus nel 1990; ha creato concept per la prima generazione di Walkman SONY, è stato direttore creativo di Tag Heuer per 7 anni, ha creato la valigia più leggera al mondo in carbonio triassiale per Globetrotter, la GT110, e la sedia GO per Bernhardt USA nel 2001, diventata un’icona di estetica avanzata, una prima mondiale in magnesio stampato a iniezione. Per questo motivo, nel 2017 il Centre Pompidou di Parigi ha dedicato 1000 mq a un’introspettiva del suo lavoro intitolata “Convergence”, identificando Lovegrove come il designer che ha aperto la strada alla transizione dal XX al XXI secolo, dal meccanico al biologico e dall’analogico al digitale, attraverso il ricco e diversificato corpus della sua opera. Relatore in due TED Global Talks, il primo nel 2006 dal titolo “Ispirato dalla Natura” insieme a Craige Ventor, che ha mappato il genoma umano, Janine Benyus, autrice di Biomimica, e James Watson, co-scopritore del DNA.
Nel suo secondo TED Global Talk a Oxford nel 2013, dal titolo “Lovegrove Genesis”, ha previsto l’avvento di una progettazione algoritmica e automatizzata basata sull’input di dati, per aggirare l’intelligenza limitata umana a favore di una convergenza totalmente ottimizzata di tutti gli elementi considerati. Ottenere prodotti privi di grassi, dematerializzati, costruiti a livello nanometrico e quindi totalmente sinergici con le risorse planetarie e un’industria sostenibile futura.
Oggi il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, biologia e fisica, collaborando con Polaris Dawn Space Flight Data e attualmente con Google Deep Mind USA, sperimentando come l’intelligenza artificiale e le nuove interfacce possano realizzare un design che abbia una nuova meravigliosa e biologica relazione uomo-macchina.
L’Henraux S.p.A. conserva il nome del suo primo fondatore, il francese Jean Baptiste Alexandre Henraux, ex ufficiale napoleonico che il 20 gennaio 1821 costituiva con Marco Borrini una società in partecipazione per lo sfruttamento delle cave del Monte Altissimo a Seravezza.
La notorietà del Monte Altissimo, dove si trovano le cave di marmo di proprietà della Henraux S.p.A., è legata al nome di Michelangelo Buonarroti, che lo esplorò la prima volta nel 1517 scoprendo vasti giacimenti di marmo statuario e che, nel 1518, si trasferì a Seravezza per costruire una strada carreggiabile e aprire le nuove cave tutte di proprietà della Signoria di Firenze.
Negli anni Sessanta del Novecento l’Henraux si affermava anche come polo internazionale della scultura contemporanea. Tutto ha inizio nel 1956, con la realizzazione nei laboratori della società di una monumentale opera dello scultore inglese Henry Moore, Reclining figure. Da questo episodio si apriva un periodo straordinario per l’azienda che per oltre dieci anni fu punto di riferimento per i maestri più noti e celebrati in ambito mondiale come lo stesso Moore, Arp, Adam, Mirò, Noguchi e molti altri ancora.
Nella sua lunga storia l’Henraux ha contribuito allo sviluppo tecnologico dell’industria lapidea e al progresso delle comunità della Versilia; ha esportato in tutto il mondo i suoi marmi per l’edificazione di palazzi pubblici e privati, di grattacieli, di luoghi di culto. Dovunque ha fatto apprezzare la grande cultura del marmo e la sua millenaria tradizione che oggi si traducono nella qualità dei materiali, nell’innovazione tecnologica, nell’accuratezza delle lavorazioni e sono espressione del made in Italy nel settore lapideo.
Henraux, storicamente, ha unito il proprio nome a opere grandiose quali, ad esempio, la cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo, l’abbazia di Montecassino ricostruita negli anni Cinquanta del Novecento e il pavimento policromo di San Pietro in Vaticano.
In tempi più recenti, ha realizzato prestigiosi progetti architettonici in stretta collaborazione con alcuni fra gli Studi di architettura più importanti del mondo: 50 Hudson Yard con Foster + Partners, il 15 Central Park West con Robert A.M. Stern Architects, il The Visionaire con lo studio Pelli Architects , il Museo di Arte Telfair a Savannah con Safdie Architects, il Palisades West ad Austin, in collaborazione con lo Studio Duda Paine Architects, in Texas il Project Delta con Pickard Chilton Architects e la Hess Tower con lo studio Gensler Architects, in Oklahoma il Devon Energy Center con Pickard Chilton Architects e a Houston con lo studio Gensler l’ExxonMobil Energy Centre, il Town Centre One e l’Amegy Bank Headquarters. Ad Hong
Kong Airside At Kai tak con Snøhetta Architect e Taikoo Place for Swire Properties con Miriam Sleeman and Tom Sloan Architects. Ad Abu Dhabi la Grand Mosque di Abu Dhabi con lo Studio Spatium, Arch. Carmellini-Magnoli, a Manama nel Bahrain l’Arcapita Bank Headquarters, a Dubai, il Mirdif City Centre e il BurJuman Center in collaborazione con Kohn Pedersen Fox. A Londra il Bulgari Hotel con lo Studio di Architettura Citterio-Viel & Partners e l’installazione in marmo davanti ai magazzini Selfridges con lo Studio di architetti David Chipperfield, solo per citare alcuni esempi.