A cura di Giuseppe Fallacara: architetto, PhD e Professore Ordinario, Politecnico di Bari
Recingere e coprire sono i due atti primordiali dell’architettura. Il recinto è la muratura, e la copertura è lo spazio voltato col relativo tetto. Accanto a questi elementi di base si uniscono il pavimento e il focolare domestico. Lo spazio voltato di copertura è la trasposizione della volta celeste, il firmamento, in opera muraria atta a difendere l’uomo dalle intemperie.
Esso ha rappresentato, da sempre, il “luogo” ideale per esercitare l’arte del costruire in opera muraria: pietra, mattoni e cemento. Il firmamento è chiamato stereoma in greco e da tale etimo deriva l’arte della stereotomia, ovvero la disciplina che insegna a progettare la forma delle pietre al fine di farle sostenere in alto grazie alla stessa forza che le farebbe cadere in basso. Sfruttare la forza di gravità per far “volare” le pietre, all’interno di complessi sistemi voltati, è stata la più grande sfida dell’uomo nell’arte della costruzione e dell’architettura. Su queste premesse poggia l’idea allestitiva del Marmomac Meets Academies 2026 spingendo i ricercatori e studiosi delle università italiane ed estere a immaginare lo spazio voltato litico per l’architettura contemporanea e del prossimo futuro.
Le pietre costituenti l’arco o la volta si innovano per essere sostenibili, esse posso nascere dal recupero delle polveri litiche di scarto o possono unirsi ad altri materiali per essere ingegnerizzate, possono assottigliarsi o riconfigurarsi in forme mutevoli e porose al fine di incontrare le esigenze prestazionali del futuro.
A cura di
Giuseppe Fallacara | architetto, PhD e Professore Ordinario, Politecnico di Bari