A cura di Pietro Franceschini e Arthur Vallin
Designer: Pietro Franceschini e Arthur Vallin
Azienda: Corsanini, Marmo Canaloni
Eternal Fragment è la lente attraverso cui è stata concepita questa collezione: uno scavo immaginario di forme che non sono mai appartenute realmente a una singola epoca. È anche, nel suo cuore, un’ode — alle rovine romane, all’ombra persistente del Colosseo e ai millenni di cultura della pietra che la regione di Carrara ha donato al mondo. Queste montagne sono state scavate per costruire imperi. La loro impronta è ancora ovunque. Abbiamo cercato di stabilire un nuovo linguaggio di “rovina archeologica” — uno che non documenti il passato, ma lo proietti in avanti. Frammenti, vuoti e assenze strutturali diventano gesti di design deliberati piuttosto che segni di decadimento. Ciò che resta quando la pietra viene rimossa è oggetto di riflessione tanto quanto ciò che rimane in piedi. Questa collezione è un omaggio alla Carrara stessa: alla pietra, alla montagna e alla tradizione viva degli artigiani che l’hanno lavorata per secoli. Ogni pezzo è stato realizzato in stretta collaborazione con gli artigiani della zona di Carrara — eredi di un’intelligenza materica plasmata da generazioni di intaglio, proporzione e pazienza. Qui mano e macchina coesistono non in opposizione, ma in continuità: gesti antichi reinterpretati attraverso le tecnologie di lavorazione contemporanee, un modo moderno di immaginare ciò che questa pietra è sempre stata capace di fare. Il risultato è un corpo di opere che porta questa storia alla luce del pubblico — non come conservazione, ma come reinvenzione. Ogni oggetto è una reliquia del futuro: ancorata alla memoria geologica e culturale di un luogo, eppure inconfondibilmente figlia del suo tempo.
Pietro Franceschini
Architetto e Designer
Arthur Vallin
Designer
Nato a Firenze nel 1988, vive e lavora tra Milano e New York.
Architetto e designer, la sua pratica si colloca all’intersezione tra l’artigianato dei materiali e la cultura digitale. Nel 2020 ha fondato PF|Studio.
Attraverso mobili e oggetti da collezione, sviluppa un dialogo tra realtà, funzionalità e illusione digitale. Definisce il suo approccio come “L’Oggetto Fittizio”, in cui ogni pezzo esiste insieme a una controparte digitale che ne estende la narrazione. Il suo lavoro si basa sull’ibridazione, fondendo riferimenti all’antichità, alla modernità industriale, alla cultura pop e a futuri speculativi.
Ha collaborato con Leeser Architecture (Brooklyn), Laisne Roussel (Parigi) e Carlo Ratti Associati (New York).
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in gallerie e istituzioni tra cui Galerie Philia, Studio 27, The Invisible Collection, The Collectional, Objects With Narratives, 1818 Collective, Stahl + Band, Origine Au, Freeman, Elle Decoration e Simon de Pury.
La pratica di Arthur Vallin occupa un’intersezione precisa: il punto in cui gli oggetti si trasformano in proposizioni. Formato al Penninghen di Parigi — una delle scuole di arti visive e design più rigorose d’Europa — possiede un Master in Art Direction e conferisce al suo lavoro una sensibilità formale radicata nelle tradizioni artigianali francesi e un instancabile appetito per la sperimentazione materica.
La sua linea di collectible design è la distillazione di una lunga ricerca sul rapporto tra forma, spazio e processo. Ogni pezzo emerge da un dialogo tra designer e artigiano — una metodologia che privilegia l’invenzione tecnica tanto quanto la risoluzione estetica. Il suo lavoro negozia le tensioni: tra peso e leggerezza, l’arcaico e il contemporaneo, precisione e gesto. Edizioni limitate, esecuzione senza compromessi.
Parallelamente, Arthur ha guidato direzioni creative trasformative ai massimi livelli della pratica commerciale. Come partner fondatore di Harley & Company, ha costruito e diretto un dipartimento creativo responsabile di campagne pluripremiate, esperienze spaziali immersive e reinvenzioni digitali per una clientela che spazia dalla moda alla cultura, fino alla tecnologia globale. Le diverse discipline si influenzano a vicenda: il rigore del design thinking viene applicato con la stessa intensità sia alla fusione del bronzo che all’identità di un brand.
Arthur Vallin Studio è rappresentato da gallerie internazionali e collabora direttamente con architetti, interior designer e collezionisti privati negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente. Vive e lavora a New York.
Lo Studio Corsanini, situato in un complesso industriale di recente costruzione, dispone di una sede operativa composta da 450mq di superficie coperta, 150mq di uffici e servizi, 200 mq di superficie esterna protetta da strutture temporanee e 1500 mq di terreno per deposito materiale. I macchinari utilizzati all’interno dello Studio fanno parte delle ultime generazioni tecnologiche in materia, che gli consentono di rispondere ad ogni tipo di richiesta del mercato. I campi di applicazione di queste ultime tecnologie possono spaziare dalla scultura, all’architettura fino al design industriale nonché a corsi e stage per professionisti che vogliono integrare il loro bagaglio con i nuovi metodi produttivi avendo a disposizione un ambiente sereno ma soprattutto professionale dotato delle migliori competenze tecniche scultoree.
Il marmo di Carrara, già noto in epoca romana come marmo lunense, è da secoli una risorsa di grande valore. Nella valle di Colonnata sorsero i primi cantieri, e ancora oggi l’attività estrattiva si tramanda di generazione in generazione. È il caso della Marmo Canaloni, fondata nel 1971 da Aldo Guadagni, erede di una lunga tradizione familiare nel settore. L’azienda gestisce un sito estrattivo di circa 70.000 m², nato dall’unione di antiche cave ottocentesche. Accanto alla cava, a Carrara si trova la sede dove i blocchi vengono lavorati e rifiniti prima della commercializzazione. La gestione è a conduzione familiare: Aldo mantiene una guida imprenditoriale rigorosa, affiancato dai figli Fulvio e Gabriele, responsabili della gestione dello stabilimento industriale e della parte commerciale; dal secondogenito Gianluca e dal genero Alessandro Bugliani, che dirigono e lavorano presso il bacino estrattivo; dalla figlia Federica, che affianca il padre nell’amministrazione, insieme al cugino Pietro Piccinini. L’attività coinvolge anche 16 operai specializzati.