L'export di pietra naturale rappresenta il principale motore economico del settore lapideo italiano: nel 2025 le esportazioni di marmi, graniti e pietre naturali hanno superato i 2,4 miliardi di dollari, confermando l'Italia tra i protagonisti mondiali della filiera.
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Marmomacchine, nel 2025 le esportazioni italiane di materiali lapidei hanno raggiunto i 2.428 milioni di dollari, in crescita del 3,5% rispetto ai già record livelli del 2024. Il prezzo medio dei materiali Made in Italy venduti all'estero ha toccato il proprio massimo storico, a conferma del posizionamento qualitativo del prodotto italiano sui mercati internazionali. Circa tre quarti del valore dell'export (77,4%) è costituito da pietre naturali lavorate e semilavorate, mentre la parte restante riguarda materiali grezzi, in crescita più sostenuta rispetto ai lavorati.
Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per la pietra naturale italiana, con un valore export che nei primi mesi del 2025 ha superato i 365 milioni di euro nel solo segmento lapideo. Tra i mercati emergenti si segnala l'Arabia Saudita, che nel 2024 ha fatto registrare una crescita dell'export italiano superiore al 37%, trainata dagli ingenti investimenti infrastrutturali del programma Vision 2030. La Cina resta un mercato di riferimento soprattutto per i materiali grezzi, mentre l'India viene indicata come uno dei mercati a più alto potenziale di crescita per gli anni a venire.
I buyer internazionali, in particolare nei mercati più maturi, richiedono sempre più spesso non solo qualità del materiale ma anche tracciabilità di filiera, certificazioni ambientali e capacità di garantire volumi costanti nel tempo. La reputazione del marchio Italia, storicamente associato a competenza artigianale e innovazione tecnologica, resta un fattore competitivo decisivo, ma va costantemente sostenuta con investimenti in comunicazione e presenza nelle fiere di settore.
Il settore deve confrontarsi con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita, in particolare da parte di paesi produttori a basso costo di manodopera. Le oscillazioni dello scenario macroeconomico e geopolitico globale - dalle tensioni commerciali alle politiche daziarie - rappresentano un ulteriore fattore di incertezza per le aziende esportatrici, che devono diversificare i mercati di sbocco per ridurre l'esposizione a singole aree geografiche.
Le opportunità più concrete arrivano dai mercati in forte espansione infrastrutturale, come Medio Oriente e Sud-Est asiatico, e dai segmenti a più alto valore aggiunto come i materiali lavorati e semilavorati, che continuano a rappresentare la quota più consistente dell'export italiano. Anche in questo ambito, la partecipazione a fiere internazionali come Marmomac resta uno strumento chiave per intercettare nuovi buyer e consolidare le relazioni commerciali con i mercati già presidiati.
Qual è il valore dell'export italiano di pietra naturale nel 2025?
Ha superato i 2,4 miliardi di dollari, in crescita del 3,5% rispetto al 2024.
Qual è il primo mercato di destinazione per l'export lapideo italiano?
Gli Stati Uniti, che restano storicamente il principale mercato di sbocco per i materiali lapidei Made in Italy.
Quali sono i mercati emergenti più promettenti?
Arabia Saudita, trainata dai progetti infrastrutturali di Vision 2030, e India, indicata come mercato ad alto potenziale per i prossimi anni.
Cosa cercano oggi i buyer internazionali oltre alla qualità del materiale?
Tracciabilità di filiera, certificazioni ambientali e continuità nei volumi di fornitura.
Quali sono le principali sfide per l'export lapideo italiano?
La concorrenza di paesi a basso costo di manodopera e l'instabilità del contesto macroeconomico e geopolitico internazionale.
Che ruolo hanno le fiere internazionali per l'export del settore?
Sono uno strumento chiave per intercettare nuovi buyer e consolidare le relazioni commerciali nei mercati già presidiati, come dimostra il ruolo di Marmomac.