Tecnologie ed avanguardie nel marmo

Tecnologie ed avanguardie nel marmo

Il settore del marmo è uno dei settori attivi più antichi, nel corso dei secoli ha visto cambiamenti, innovazioni e l’introduzione di nuove tecnologie in tutta la sua filiera produttiva, dall’estrazione al trasporto, dalla lavorazione alle applicazioni.

L’ultimo secolo è stato sicuramente testimone di un’accelerata in questo senso con nuove tecniche che dopo poco risultavano già obsolete a favore di altre. A livello artigianale la lavorazione è rimasta piuttosto tradizionale se non con l’aggiunta di alcuni accorgimenti per rendere più sicuro l’ambiente di lavoro e altre piccole innovazioni: dopotutto non si parlerebbe di artigianalità se non avesse mantenuto quel sapere tradizionale che contraddistingue da sempre questi laboratori.

marmo e processi

Da sempre sinonimo di eleganza, era destino che il marmo incontrasse la moda prima o poi. Se inizialmente sono stati ripresi i suoi motivi e sfumature, con l’avvento delle tecnologie, il marmo stesso viene utilizzato per rendere senza tempo capi di abbigliamento e accessori, come per esempio Arthur Arbesser che ha introdotto nella collezione F/W20 il Marwoolous, un materiale realizzato da Marco Guazzini che mescola la lana di Prato e il marmo di Pietrasanta, portando in passerella creazioni colorate e di tendenza, dimostrando come il legame tra moda e marmo sia una fonte innovativa e creativa con la quale sperimentare per creare capolavori contemporanei.

marmo high-tech e “social”

Carica batterie wireless, sveglie, vasi nascondi cavi, lampade e molto altro, il marmo è entrato ufficialmente nel mondo dell’high-tech, o meglio l’high-tech ha bussato alla porta del pianeta marmo che l’accolto a braccia aperte. Solo pochi anni fa era impensabile caricare un telefono senza dovere connettere il solito filo, tanto quanto era impensabile rendere così moderno e (quasi) alla portata di tutti il marmo senza perdere la sua eleganza e allure senza tempo.
Prima c’erano solo i prototipi presentati agli eventi fieristici che hanno fatto venire l’acquolina in bocca, ma adesso si tratta di realtà. Seppur ancora con prezzi a volte proibitivi e forse poco conosciuti dal grande pubblico, a poco a poco questo connubio tra tecnologia e marmo si sta facendo apprezzare e scoprire. Perché un’altra cosa è sicura: l’oggettistica in marmo è più che social friendly e l’unione dell’estetica del marmo e la ricerca di prodotti innovativi non può che essere una combinazione vincente per farsi conoscere attraverso i social network e quindi per raggiungere il grande pubblico.

Il mondo del marmo oggi guarda in diverse direzioni in termini di innovazione e avanguardia: a monte, un continuo miglioramento delle tecniche di escavazione per ridurre l’impatto ambientale e rendere ancor più sicuro il luogo di lavoro, lungo la filiera, assicurarsi che tutti i player utilizzino le tecniche più all’avanguardia per non avere un effetto imbuto; a valle, nuovi sbocchi commerciali dove le innovazioni possono trovare spazio nella vita di tutti i giorni.

E, parlando di social, anche gli artisti contemporanei possono trovare in questi canali una nuova linfa vitale per far conoscere le proprie opere, come il giovane scultore italiano Jago, che con le sue opere marmoree ha ridato al marmo quella capacità di esprimere i sentimenti più profondi dell’essere umano, mantenendolo attuale.

le copie

Un’ultima curiosità: esistono diverse copie di Amore e Psiche ma solo due furono realizzate da Canova; la prima (1793) è conservata al museo del Louvre, mentre la seconda (1802) è ammirabile al museo dell’Ermitage. Il mito è stato fonte d’ispirazione per molti pittori, scultori, poeti e artisti in tutte le epoche, in particolar modo nel Rinascimento: tra gli esempi più celebri, troviamo l’affresco di Giulio Romano nella Sala di Amore e Psiche a Palazzo Te a Mantova e gli affreschi per la loggia di Villa Farnesina a Roma realizzati da Raffaello. Tra le testimonianze maggiori del 1800, rientrano i quadri Amore e Psiche (1889) e Il rapimento di Psiche (1895) di William-Adolphe Bouguereau. Infine, come dimenticare la famosa Ode a Psiche scritta dal poeta John Keats nel 1820? Un amore destinato ad essere tramandato e a vivere per sempre, proprio come le due divinità protagoniste del racconto.

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