rivestimenti in marmo

Rivestimenti in marmo, pregio senza eguali per le pareti 

L’eleganza del marmo è senza tempo: già gli antichi greci utilizzavano il marmaros, la “pietra splendente”, per dedicare grandiosi monumenti alle personalità più celebri della loro epoca, ma non furono i soli. Prima di loro i popoli della Mesopotamia avevano sfruttato le qualità sopraffine del materiale lapideo e lo stesso fecero, più tardi, i romani.

Queste civiltà si erano già rese conto delle straordinarie qualità, sia estetiche che prestazionali, del marmo, le quali sono rimaste immutate nei secoli: non è un caso che ancora oggi lo impieghiamo per elevare il design degli ambienti della nostra quotidianità, non solo ricoprendone i pavimenti, ma anche rivestendone le pareti.

rivestimenti per interni ed esterni

Il marmo, oggigiorno, può inondare, con il suo inconfondibile pregio, sia le pareti interne che quelle esterne. Focalizzandoci sulle interne, può essere collocato in qualsiasi ambiente: del resto, il marmo apre ad una sconfinata versatilità stilistica, grazie alle numerose colorazioni, lavorazioni e texture personalizzate da cui può essere caratterizzato. Tendenzialmente però viene utilizzato per bagni e docce. In ogni caso, a prescindere dalle pareti da rivestire, il consiglio rimane lo stesso: per gli interni conviene prediligere marmi dalle tonalità chiare, come il travertino o il marmo bianco di Carrara, così da donare luminosità alle stanze, conferire agli spazi una parvenza di profondità e rendere l’ambiente più accogliente ed elegante.

Sul versante degli esterni le pietre marmoree vengono sfruttate per ricoprire facciate di case e palazzi, che, in questo modo, comunicano un lusso e una raffinatezza superiori. Anche da questo punto di vista la gamma dei marmi utilizzabili è piuttosto ampia, ma storicamente quelli chiari sono stati i preferiti. Con le pareti esterne c’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione, cioè quello dell’azione usurante degli agenti atmosferici: per migliorare la resistenza della loro superficie è possibile procedere con alcuni trattamenti protettivi che consentono di renderla meno porosa.

tipologie

I marmi con cui è possibile rivestire sia le pareti interne che quelle esterne possono essere classificate in quattro categorie:

  1. Marmo calcareo cristallino. Non presenta impurità e si contraddistingue per i cristalli definiti e di grandi dimensioni presenti al suo interno. Il travertino è il nome più noto appartenente a questa classe;
  2. Marmo calcareo criptocristallino. La struttura cristallina di questi marmi è meno definita rispetto a quella dei precedenti e presentano al loro interno residui fossili che conferiscono particolari colorazioni. Il botticino e il rosso di Verona sono gli esempi più celebri;
  3. Marmo clastico. Si tratta di accumuli di piccole parti di rocce, fossili cementati, materiali calcarei o silicei. I marmi di Lucca e Pietrasanta appartengono a questa categoria;
  4. Marmo serpentinoso. Derivano da una roccia che si chiama serpentina, la quale è nota per le tonalità di verde, blu e giallo da cui è attraversata. Quello verde di Prato è il marmo serpentinoso per antonomasia.

come abbinare marmo e legno

Tra gli abbinamenti estetici più redditizi (e forse anche più rischiosi) a cui il marmo dà il là, c’è senza dubbio quello col legno. In effetti si tratta di due materiali dalle caratteristiche piuttosto differenti, ma gli effetti lucidi del primo si possono ben sposare con le venature del secondo, dando luogo a combinazioni di assoluto rilievo: a patto però che si trovi il giusto equilibrio tra i due e l’elegante solennità del marmo non sovrasti la familiarità calorosa del legno, e viceversa.

Le fortune di quest’abbinamento dipendono da una gestione oculata dei colori. Il materiale che compone il pavimento detta le regole, imponendo la tonalità dominante, alle quali si devono allineare almeno altre due cromature dell’ambiente: una simile a quella del pavimento e un’altra che deve andare in contrasto allo stesso (se il pavimento è in legno e le pareti in marmo, sarà il marmo ad adeguarsi al colore predominante, rientrando in una delle due fattispecie appena enunciate). Il consiglio è di non andare mai oltre i quattro colori totali, in modo da non riempire l’ambiente con eccessivi stimoli cromatici: la tentazione c’è quando si ha a che fare con materiali come il marmo, che sono dotati di diverse sfumature e colorazioni, ma la parola d’ordine deve rimanere equilibrio, se si vuole che le pareti rivestite nobilitino davvero gli spazi con la loro raffinatezza.

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