Il Marmo di Candoglia caratteristico del Duomo di Milano

Il marmo di Candoglia è sicuramente la roccia più rinomata dell’Ossola: a breve distanza dal Lago Maggiore, a Mergozzo, c’è una cava dalla quale si estrae questo marmo unico nel suo genere, dal tipico colore bianco, rosa o grigio.

la storia del marmo di Candoglia

Il marmo di Candoglia è il simbolo di Milano: utilizzato sin dall’epoca romana (in sporadici casi), questo marmo è divenuto famoso per l’impiego più importante che se n’è fatto nel quattordicesimo secolo: la costruzione del Duomo di Milano.
La Veneranda Fabbrica del Duomo ricevette, infatti, dal signore di Milano Gian Galeazzo Visconti il benestare per l’utilizzo del marmo di Candoglia nel 1387 per la costruzione della cattedrale.

Ancora oggi, in seguito ad una legge del 1927, confermata in seguito da una legge regionale piemontese, l’ente della fabbrica del Duomo ha il diritto esclusivo di utilizzo dei marmi di Candoglia. Per questo motivo, ancora ad oggi l’utilizzo principale di questo marmo consiste nei lavori di ristrutturazione e manutenzione della cattedrale milanese. Naturalmente, è possibile anche destinare il marmo di Candoglia ad uso privato, per poterne godere anche all’interno delle case ed edifici pubblici.

Le sue varietà cromatiche, che vedono il rosa scalare da molto tenue (solo qualche venatura su sfondo bianco) a molto intenso, e uniformemente distribuite sulla superficie della lastra, lo rendono un marmo molto adatto ad arredare e decorare con semplicità qualsiasi ambiente, rendendo con pochi elementi ogni stanza unica e raffinata. Infatti, il marmo di Candoglia è spesso utilizzato come biglietto da visita per accogliere con stile ed eleganza tutti gli ospiti in arrivo: è molto diffuso l’utilizzo di questo marmo per ricoprire scalinate e balaustre degli scaloni d’onore.

il Duomo di Milano

La costruzione del Duomo di Milano inizia nel 1386 e termina nel 1965, nello stesso luogo in cui si trovavano la Basilica di San Ambrogio e la Basilica di Santa Tecla, distrutte entrambe da un incendio nel 1075. La costruzione della Cattedrale di Milano è iniziata sotto il comando di Gian Galeazzo Visconti con l’obiettivo di rinnovare l’area e celebrare la politica di espansione territoriale dei Visconti.

I lavori si sono svolti in un periodo di cinque secoli durante i quali diversi architetti, scultori e artisti hanno dato il loro contributo nella famosa “Fabbrica del Duomo“, un’istituzione composta da 300 dipendenti guidata dall’architetto Simone da Orsenigo. Galeazzo concesse alla Fabbrica l’uso esclusivo del marmo della cava di Candoglia e l’esonero dal pagamento delle tasse.

Nel 1389, il francese Nicolas de Bonaventure viene nominato architetto capo e dà alla cattedrale una forte impronta gotica. Così, l’esterno della Cattedrale fu coperto di marmo bianco rosa così come la cima, che culmina con un’infinità di pinnacoli e torri coronate da statue che contemplano la città. Questo progetto portò ad un lavoro architettonico unico, che fonde lo stile gotico internazionale con l’architettura lombarda.

i percorsi dei marmi

Se è comunemente noto che il marmo di Candoglia è il principale componente della struttura del Duomo di Milano, in pochi conoscono il percorso che questi marmi hanno compiuto per arrivare fino a Milano ed essere, poi, lavorati nella cascina degli Scalpellini, poco distante dalla cattedrale. Fu Gian Galeazzo Visconti a decidere di sostituire il mattone, originariamente pensato per la costruzione del Duomo nel progetto iniziale, con il marmo.

A questo scopo, il 24 ottobre 1387, cedette in uso alla Veneranda Fabbrica la Cava di Candoglia e concesse il trasporto gratuito dei marmi fino a Milano attraverso le strade d’acqua: i marmi venivano estratti a Candoglia e proseguivano lungo il fiume Toce fino al Lago Maggiore, per poi gettarsi nel Ticino a Sesto Calende e infine nel Naviglio Grande presso Tornavento.

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