I Marmi Egiziani: tra business e storia

Il marmo è una pietra ammirata, amata e utilizzata da millenni: splendida, elegante e senza tempo, è strettamente legata all’evoluzione delle civiltà umane. Infatti, le culture di quasi tutto il mondo hanno un rapporto concreto con il marmo, il che è testimoniato da lasciti rintracciabili in alcuni dei più bei monumenti al mondo.

Sebbene l’immaginario collettivo tenda ad associare al marmo la tipica pietra di colore bianco pallido con venature grigiastre, questa roccia in realtà si trova in natura in un’ampia varietà di colori, con venature di diverse tonalità derivanti dalle impurità presenti nella stessa pietra. Proprio i marmi egiziani sono tra i più variegati, per questo ampiamente utilizzati per arredi edilizi pubblici (urbani) e privati, nello specifico in pavimentazioni e rivestimenti di vasche da bagno, lavabi e ripiani di cucine, oppure anche scale, il che fa del marmo egiziano un’industria florida al giorno d’oggi.

il ruolo del marmo nell’antico egitto

Il marmo era un materiale conosciuto e associato a ruoli di pregio soprattutto nell’antico Egitto: a dimostrarlo, le lastre di marmo ritrovate nelle tombe dei faraoni e degli alti funzionari. A questo proposito, se pensiamo alle secolari piramidi egiziane, tesoro dell’umanità giunto fino ai giorni nostri pressoché intatto, i vasi in marmo erano tra gli oggetti più ricorrentemente collocati all’interno di questi sepolcri appositamente costruiti per i faraoni. Lo scopo di questi vasi era quello di contenere gli organi in modo che potessero accompagnare i defunti nel loro viaggio verso l’oltretomba. Questi contenitori di marmo erano scolpiti in modo tale da assumere la forma di animali che per la cultura egiziana erano sacri, e anche arricchiti con preziosi intarsi d’oro. Proprio marmo e oro, infatti, venivano considerati i materiali più pregiati nell’antico Egitto, dunque perfetti per essere associati alle persone più importanti della società.

varietà di marmo egiziano

Esistono svariate tipologie di marmo egiziano, che differiscono per colore, origine e localizzazione. Tra le più diffuse, rientrano:

  • La basanite o “pietra bekhen”, nelle varianti siltite (grana fine) e grovacca (grana più grossolana), di origine metamorfica e di colore grigio scuro o grigio-verde), con cave sitiate nel deserto orientale egiziano;
  • Il granito del Foro, così chiamata per i numerosi fusti di colonna in questo materiale utilizzati nel Foro di Traiano: una gneiss tonalitica, di origine metamorfica, le cui cave d’estrazione si trovano sul Gebel Fatira nel deserto orientale egiziano;
  • Il granito rosso o sienite, di origine magmatica con cave collocate nell’Alto Egitto;
  • Il porfido rosso, roccia andesitica con ematite e piemontite, di origine magmatica, le cui cave si trovano sul Gebel Dokhan nel deserto orientale egiziano;
  • L’alabastro cotognino o “alabastro egiziano”, calcareo di origine sedimentaria: una variante bianco lattea opaca a grana fine, oppure beige-giallastra di aspetto fibroso, con sito di estrazione principale presso la città di Hatnub;
  • La breccia corallina ombrata o “breccia gialla e rossa egiziana”: breccia calcarea con clasti di colore bianco giallastro immersi in un cemento rossastro ricco di ematite;
  • La breccia verde d’Egitto, di origine metamorfica, con siti estrattivi collocati nell’ambito del distretto estrattivo della basanite;
  • Il granito bianco e nero: un quarzo-diorite di origine magmatica conosciuto in due varietà, il granito bianco e nero di Santa Prassede, con colore più scuro, e il granito bianco e nero del Cairo, con colore più chiaro, estratte presso il Uadi Barud;
  • Il porfido serpentino nero, una trachi-andesite di origine magmatica, estratto dalle stesse cave del porfido rosso, sul Uadi Umm Towat;
  • Il porfido verde egiziano, una variante del porfido rosso con fondo verde scuro;
  • La serpentina moschinata, di origine metamorfica, con cave presso il Uadi Atallah.

l’industria del marmo al cairo

Ad oggi, l’Egitto è tra i principali mercati di sbocco delle tecnologie lapidee “made in Italy” e sta assumendo un peso sempre più rilevante nell’export italiano. Nello specifico, seconod alcuni dati Istat elaborati da Confindustria Marmomacchine, se nel 2016 l’Egitto rappresentava il 21esimo mercato di sbocco (con 16,9 milioni di euro di esportazioni di macchinari), nel 2017 il Paese è balzato al sesto posto (57,9 milioni). Insomma, è made in Italy il motore dell’industria lapidea in Egitto, poiché hanno marchio di fabbrica italiano la maggior parte dei macchinari utilizzati dalle oltre 550 cave locali per estrarre, tagliare e lavorare diversi milioni di tonnellate di marmi e graniti ogni anno. Tra l’altro, basi pensare che in egitto il marmo gioca un ruolo primario anche nel settore delle costruzioni, in continua crescita soprattutto al Cairo, sul Mar Rosso e sulla costa nord. Le opportunità di business per le imprese italiane, quindi, non mancano di certo.

Potrebbe anche piacerti