Il Granito rosa di Baveno e la sua storia

Il granito rosa di Baveno è un tipo di granito, estratto dalle cave di Baveno sul Lago Maggiore; è uno dei graniti più utilizzati per l’edilizia e la decorazione.

le origini del Granito rosa di Baveno

Il Granito di Baveno viene utilizzato massicciamente già a partire dal XVI secolo, soprattutto nell’architettura lombarda. Nel corso dei secoli, questa pregiata roccia fu esportata anche all’estero, inizialmente sfruttando i numerosi corsi d’acqua accessibili dalla zona. La cittadina di Baveno è da sempre rinomata per il suo pregiato granito rosa che si può ritrovare in innumerevoli costruzioni sparse per il mondo e, in particolare, in palazzi e abitazioni civili a Milano, Pavia e Piacenza.

Nel tratto di strada che da Baveno giunge alla frazione di Feriol, sono numerose le cave che si susseguono, caratterizzandone l’intero contesto ambientale. In queste cave, oltre al prezioso granito rosa, si possono trovare circa 60 specie di minerali diversi, ad alcuni dei quali Baveno ha dato il nome: ne sono un esempio la bavenite, la bazzite e la fluorite.

A partire dalla metà del 1800, l’estrazione e l’esportazione di Granito rosa di Baveno per edilizia civile e monumenti ebbe un notevole sviluppo grazie all’imprenditore svizzero Nicola Della Casa, primo in Italia ad applicare la lavorazione meccanica ai graniti. Sul lungolago di Baveno il monumento dedicato ai “picasass”, gli scalpellini locali, rende omaggio ai lavoratori della pietra che hanno onorato Baveno in tutto il mondo.

le sue caratteristiche

Il granito rosa, come gli altri graniti, è una roccia magmatica intrusiva a struttura granulare caratterizzata da una forte presenza di silice. Tra tutte le pietre ornamentali della provincia il granito di Baveno, assieme a quello del Montorfano, è da considerarsi il più giovane poiché il plutone Mottarone-Baveno, come gli altri corpi granitici della zona, appartiene ad una batolite che si è originato circa 290 milioni di anni fa. La composizione mineralogica di questo granito rosa dipende dall’associazione tra quarzo (presente in granuli aggregati dall’aspetto vetroso), minerali della famiglia dei feldspati (ortoclasio e plagioclasio) e numerosi minerali accessori.

Il colore rosa del granito è dovuto all’alterazione del ferro che sostituisce in parte l’alluminio nel reticolo cristallino del feldspato potassico. Nel granito di Baveno sono stati individuati i seguenti minerali: albite, fluorite, ematite, babingtonite, epidoto, calcite, laumontite, stilbitezinnwaldite, biotite. Baveno inoltre è stata la prima località al mondo in cui sono stati osservati due minerali; la bavenite e la bazzite. La grana del granito di Baveno è di media grandezza e in esso sono assai frequenti i geodi.

come viene impiegato

Lo sfruttamento intensivo del granito rosa di Baveno è iniziato nella seconda metà dell’’800; da allora molto granito è stato cavato ed è servito per la realizzazione di molte opere che si possono ammirare a Baveno come ad esempio le colonne della chiesa dedicata ai SS. Gervasio e Protasio e la Torre medievale di Feriolo, anche se la maggior parte del granito cavato è stato utilizzato per realizzare opere in altri luoghi.

Per esempio, a Milano sono in granito rosa le lesene all’esterno del vestibolo dei Trivulzi, le colonne ai lati del portale del Duomo, la pavimentazione di Corso Vittorio Emanuele e l’arco della pace; a Torino, le colonne della Mole Antonelliana oltre che i basamenti di molti monumenti; di granito di Baveno sono anche il monumento a Cristoforo Colombo che si trova a New York e il Palazzo Reale di Bangkok. Ad oggi, i principali campi di impiego di questa pietra sono: edilizia civile e industriale, arredo urbano, arredamento, arte funeraria e monumenti.

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