Entrare nella pietra

Entrare nella pietra

Tra gli eventi che hanno arricchito le intense giornate di Marmomac 2019, un posto di rilievo spetta alla presentazione di un volume che ha consentito ai visitatori di The Italian Stone Theatre di entrare in un universo lapideo ricchissimo e denso di vicende e materiali.
Si può parlare di una vera e propria soglia verso questo mondo, proprio perchè il volume in questione è intitolato “Ingressi di Milano”.

L'evento

Organizzata da Verona Stone District e da Veronafiere in collaborazione con il Consorzio Marmisti della Valpantena, la presentazione del volume pubblicato dall’editore Taschen e curato da Karl Koblitz ha rappresentato un’occasione molto concreta grazie all’efficace speech di Grazia Signori, geologa, che in collaborazione con il curatore ha redatto i commentari sulla pietra presenti nel volume, contraltare puntuale e preciso al ricchissimo apparato iconografico. È nella Milano che va dal periodo tra gli anni Venti e gli anni Settanta del Novecento che la costruzione degli edifici residenziali ha assegnato un ruolo sempre di rilievo ad atrii ed ingressi, all’interno dei quali si ritrova oggi un palinsesto ricchissimo di materiali lapidei e del loro utilizzo in forme esemplari e raffinate.

Oltre la soglia

Scorrendo le pagine del volume, così come nella carrellata presentata a Marmomac, compaiono opere di architetti come Andreani, Caccia DominioniMagistretti, MuzioGiò PontiPortaluppiRidolfiStudio BBPRTerragni e tanti altri che hanno costruito il volto moderno di Milano. Questi stessi edifici valgono come uno straordinario repertorio lapideo nel luogo di passaggio tra esterno e interno, l’atrio, considerato come uno spazio ideale di sperimentazione ed esercizio di stile, che ha permesso di esprimere lo spirito del tempo attraverso vari decenni del Novecento. Ecco quindi marmi locali ma non solo, alcune varietà dei quali non vengono più cavate, come il Giallo Moro – una arenaria proveniente dalla zona tra Trento e Verona – utilizzata in una palladiana a pavimento assieme a Carrara e Giallo Siena, per fare solo un esempio. Marmi preziosi e raffinati come il Rosa Portogallo o l’Arabescato orobico, ma anche materiali più comuni come il Travertino, nobilitato però da listelli di Verde Alpi. Ciò che fa del volume un prezioso strumento è per l’appunto la puntuale identificazione, per ogni esempio mostrato, dei materiali lapidei utilizzati: una precisione rara quanto alcuni dei marmi che ritroviamo in questi ingressi milanesi.

Video Verona Stone District: Youtube

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