Come riconoscere un autentico marmo di Carrara

Il marmo di Carrara viene spesso definito “il marmo per antonomasia”. Si tratta, infatti, della varietà storicamente più nota, poiché tutti i più grandi scultori si sono misurati con questo materiale che, nella varietà più chiara, si chiama, appunto, Statuario. Questo marmo è facilmente riconoscibile per la sua superficie lapidea con una marcata venatura grigio scuro accompagnata da altre più sottili. Questo contrasto delle venature così tipico dona a questa varietà di marmo un aspetto unico che la rende la pietra naturale più ricercata e richiesta al mondo.

origini e caratteristiche del marmo di carrara

Il marmo di Carrara è una roccia metamorfica formata da cristalli di carbonato di calcio di dimensioni quasi microscopiche, originata da rocce preesistenti che successivamente a forti variazioni di pressione e/o di temperatura hanno subito una radicale riorganizzazione della struttura cristallina che le ha trasformate in tipi di rocce completamente differenti. Nel caso specifico del marmo di Carrara, la roccia di partenza era un calcare simile a quelli che attualmente costituiscono le grandi scogliere coralline dei mari tropicali. La sua formazione risale al Giurassico Inferiore (ovvero a 190 milioni di anni fa), quando gran parte delle regioni ora corrispondenti alla Toscana settentrionale erano ricoperte da un vasto mare sul cui fondo si depositava un sedimento calcareo che dette origine ad una piattaforma carbonatica.

A causa dei movimenti della crosta terrestre che precedettero la nascita dell’Appennino, la piattaforma carbonatica emerse dal mare e divenne montagna mantenendo inalterate le proprie caratteristiche originarie, eccetto che nella regione corrispondente alle attuali Alpi Apuane, in Toscana, dove forti variazioni di pressioni ne modificarono la struttura cristallina. Fu così che il calcare si trasformò in marmo e la piattaforma carbonatica, ormai “plastica” per la forte pressione che subiva, si piegò su sé stessa dando origine alla complessa struttura geologica che ora forma le Alpi Apuane, da cui il marmo di Carrara viene estratto. La varietà “bianco Carrara” è un marmo caratterizzato da una pasta di fondo omogenea a granuli brillanti con un colore che va dal bianco al grigiastro e con venature grigie sfumate più o meno scure che lo attraversano in modo discontinuo.

settori di utilizzo del marmo di carrara

I primi ad apprezzare l’aspetto artistico e commerciale del marmo di Carrara sono stati gli antichi Romani, che già dal primo secolo a.C. lo utilizzavano per costruire palazzi imperiali o per la realizzazione di statue. Ad ogni modo, l’industria marmorea raggiunse il suo massimo prestigio verso la fine del Quattrocento con l’arrivo di grandi personalità del Rinascimento, primo fra tutti Michelangelo, che se ne servì per le sue opere più celebri. Il marmo bianco di Carrara, tuttavia, è storicamente utilizzato non solo per le opere architettoniche e scultoree, ma anche per pavimentazioni, scale, rivestimenti, piani da cucina, e per le lapidi funerarie. Il bianco Carrara, infatti, rappresenta più della metà della produzione italiana, ed è la più conosciuta tra le varietà dei marmi apuani.

come distinguere il marmo dal granito e dalla pietra

Per una prova infallibile che ci permetta di distinguere con certezza il marmo dal granito, basta mettere un pezzetto della pietra nell’acido cloridrico: se non si verifica nessuna reazione, allora si tratta di granito, che è un materiale di natura silicea o vulcanica, se invece emergono dal liquido delle bollicine di gas, il materiale è indubbiamente marmo. La caratteristica che, invece, ci permette di distinguere il marmo dalla pietra è il fatto che quest’ultima è una roccia da costruzione “non lucidabile”, nata da un’aggregazione naturale di minerali, mentre il marmo si lucida frequentemente, attraverso una semplice soluzione di acqua e bicarbonato da spruzzare in superficie.

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