“Architectures”: Gli arredi in arabescato fantastico di Karl Lagerfeld

Designer, fotografo, illustratore, costumista, architetto, scrittore e oratore, Karl Lagerfeld è un artista a tutto tondo, dai talenti più inaspettati e sfoderati sempre a effetto sorpresa: nel 2018, fu l’era della scultura. Con la mostra “Architectures”, lo stilista si confrontò con il marmo e con i canoni di bellezza greco-romana per una collezione preziosa e imponente di “sculture funzionali”.

la centralità del marmo nella collezione

Lo stilista più famoso di Francia annovera tra i suoi conseguimenti una collezione di sculture esposte nel 2018 alla Carpenters Workshop Gallery, nel quartiere parigino del Marais. Intitolata “Architectures”, la mostra presentava una collezione di sculture funzionali create da Karl Lagerfeld e ispirate ai tempi antichi. Tra i pezzi forte, l’imponente tavolo di marmo nero a forma di altare decorato con moderne colonne doriche su una base di cemento. Tavoli, tavolini, lampade, console, fontane e specchi si uniscono in un’opera contemporanea basata sul rigore delle proporzioni classiche.

Il marmo è al centro di tutte le creazioni, che si tratti dell’Arabescato Fantastico, un vibrante marmo bianco con venature grigio scuro che non viene estratto da oltre 30 anni, o del Nero Marquina, un marmo nero venato di bianco latte. Le opere sono tutte disponibili in edizione limitata di otto copie in ogni colore di marmo, più quattro prove d’artista; tutti i pezzi sono tagliati, sfaccettati e lucidati in Italia da artigiani locali. Karl Lagerfeld ha chiamato l’architetto Aline Asmar d’Amman per realizzare gli studi delle idee che ha sviluppato. Quest’ultima è stata scelta anche per immaginare l’interno del famoso ristorante “Jules Verne” dentro la Tour Eiffel da parte dello chef stellato Frédéric Anton.

architectures: l’arabescato fantastico e il nero marquina

Intitolata “Architectures”, la mostra di Karl Lagerfeld, è una collezione di sculture funzionali ispirate all’antichità greco-romana, indicata dal designer come origine della bellezza, della cultura e della modernità. L’installazione evoca un paesaggio architettonico contemporaneo, dove le opere combinano in un equilibrio perfetto la proporzioni auree e il più nobile dei materiali, il marmo. L’insieme di sculture architettoniche di Karl Lagerfeld incontra l’atmosfera moderna della galleria, costruendo una sorta di mitologia moderna.

Ogni pezzo è scolpito da un blocco di marmo accuratamente selezionato: l’Arabescato Fantastico, una rarità di vibrante marmo bianco dalle venature grigio scuro, e il marmo Nero Marquina, dalle venature bianco latte su uno sfondo dal nero profondo. Nello specifico, il Fantastico è un marmo italiano di estrazione apuana, caratterizzato da fondo bianco con scure venature guizzanti intervallate da sfumature verdi e porpora. Si tratta di una varietà di marmo molto pregiata, di grande fascino, utilizzata prevalentemente in finitura lucida o levigata per apprezzarne al meglio il colore. La produzione di questo marmo è molto limitata e i blocchi hanno medie dimensioni, spesso usati in abbinamento ad altri marmi grigi apuani come il Bardiglio. Il marmo nero Marquina, invece, è un materiale estratto da cave spagnole di colore nero intenso a fondo compatto.

Questa pietra naturale è attraversata da venature irregolari di colore bianco o grigio chiaro, più o meno marcate, con andamento diagonale, dettaglio che conferisce a questa varietà di marmo un aspetto originale e moderno, mai scontato.

le architetture di marmo di karl lagerfeld

La mostra “Architectures” di Karl Lagerfeld espone otto pezzi per ognuno dei due colori di marmo in edizione limitata, più quattro prove dell’artista. Ogni pezzo scultoreo è realizzato in marmo, che viene tagliato, scolpito, sfaccettato e lucidato in Italia dai migliori artigiani, “per ottenere la vibrante esattezza degli elementi”, tra questi:

  • Console ispirate dall’architettura del Partenone;
  • Lampade, “lame laser dal futuro” con paralumi dipinti a mano;
  • Specchiere;
  • Tavoli alti e bassi.

Photo credits: carpentersworkshopgallery.com

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